Ritardi Cig, facciamo chiarezza

I dati ci dicono da cosa è dipesa la lentezza nell’erogazione delle Casse integrazioni in deroga a livello nazionale e in Regione Piemonte

I ritardi nell’erogazione della Cassa integrazione in deroga riguardano ormai tutte le regioni. Anche il Piemonte è stato accusato di ritardi nell’accredito dei soldi ai lavoratori in cassa integrazione in deroga in un rimpallo di cifre e responsabilità tra l’assessore al lavoro Elena Chiorino e l’Inps. E c’è stata lentezza soprattutto nel vaglio delle pratiche del sistema di anticipo della cassa da parte delle banche. Un sistema di cui proprio la Giunta Cirio si era interessata, sottoscrivendo poi anche un accordo con Intesa Sanpaolo, che però è anche l’unico istituto ad aver aderito a questa iniziativa. Risultato? A oggi in Piemonte soltanto i correntisti della banca in questione hanno ricevuto l’assegno, mentre altri sono in attesa dell’appuntamento per aprire il conto e quindi – come da accordi siglati con la Regione – per ricevere l’anticipo della cassa.

I numeri dimostrano come all’inizio dell’emergenza l’assessorato regionale al Lavoro ha avuto tempi molto lunghi per l’analisi delle richieste dell’ammortizzatore in deroga limitandosi a inviare nei primi 31 giorni all’Istituto soltanto il 19% delle domande pervenute. Successivamente, sulla scia delle proteste dei lavoratori, la Regione è corsa ai ripari trasmettendo in maniera massiva ben il 72% delle domande all’Inps in dieci giorni.

A ciò si aggiunge che delle 65 determinazioni con cui la Regione Piemonte ha autorizzato i pagamenti, ben 39 delibere sono state emanate fra il 4 e il 7 maggio. Da un’analisi dei provvedimenti non è possibile desumere la data e il numero delle domande autorizzate alla liquidazione in quanto sono state raggruppate per tranche. Sul sito istituzionale della Regione Piemonte è pubblicato l’elenco delle domande istruite e inviate alle sedi Inps competenti. In un foglio excel sono indicati infatti il numero di protocollo e la data di emissione, aggiornato con cadenza bisettimanale dal 23 aprile. Emerge quindi che il totale delle domande inviate all’Inps fino al 3 giugno 2020 è di 60.062 così suddivise:
• tra il 10 aprile e l’11 maggio (31 giorni) 11.211 domande (19% del totale);
• tra il 13 maggio e il 22 maggio (10 giorni) 43.512 domande (72% del totale)
• Tra il 25 maggio e il 3 giugno (9 giorni) 5.339 (9% del totale)

Ma l’iter per ottenere la Cig in deroga è stato più complesso di quello della Cassa ordinaria. Le domande infatti sono state gestite e determinate dalle Regioni che hanno esaminato e istruito le pratiche per poi girarle all’Inps per il pagamento.
A livello nazionale, inoltre questi sono stati mesi di super lavoro per il personale dell’Istituto nazionale della Previdenza sociale giacché, dai dati diffusi dall’Osservatorio sulla cassa integrazione, è emersa la crescita enorme della cassa ordinaria (+9.509%) e di quella in deroga (+239.056%) legate all’emergenza Covid-19 e un calo della straordinaria (-30,3%). Nel solo mese di marzo l’Istituto previdenziale ha inoltre ricevuto da tutta Italia 144.203 domande di disoccupazione con un aumento del 37,2% rispetto a marzo 2019.

Secondo i dati diffusi dall’Inps, aggiornati al 28 maggio 2020, dall’inizio dell’epidemia ad oggi, sono state trasmesse dalla Regione Piemonte all’Istituto oltre 56 mila richieste di cassa integrazione in deroga. L’Inps ha precisato che “la Regione Piemonte ha trasmesso all’Inps 8.357 domande di cassa Integrazione in deroga tra il 1° aprile e l’11 maggio, 45.006 domande tra il 12 e il l 22 maggio e altre 4.339 domande dal 22 al 28 maggio: 57.702 domande in tutto. Di queste domande, relative ai 90.600 lavoratori a cui fa riferimento Cirio, secondo Inps c’è il via libera per il 92 per cento e sono già stati pagati 60.246 assegni.
Fortunatamente, con il Decreto Rilancio, non c’è più il passaggio obbligatorio presso le Regioni, ma è stato individuato un iter procedurale snello che consente ai datori di lavoro la possibilità di accedere al trattamento con l’invio di un’unica domanda indirizzata direttamente all’Inps.


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