Il Tav è un banchetto per la Francia

Sono stata intervistata dal quotidiano La Notizia sul Tav e ho spiegato che non tutto è ancora perduto e che l’opera è un regalo a società e banche d’Oltralpe

In un’intervista pubblicata oggi 31 luglio 2019 sul quotidiano La Notizia ho ribadito quello che penso del Tav: «Eravamo, siamo e resteremo contrari all’opera. Questa ferrovia è uno sperpero abnorme, un regalo per la Francia». E sulla questione della mozione M5S in risposta alla decisione di autorizzare di fatto l’opera ho risposto che era in mano al presidente Conte che ha tenuto i contatti con Francia e Ue. All’esito di questo confronto ci ha comunicato che dal punto di vista di Palazzo Chigi non completare l’opera costerebbe più che farla, ferma restando la sovranità del Parlamento nel poterla bloccare.

Non è quindi detta l’ultima parola perché ci sono gli estremi per fermare tutto. Pertanto ci batteremo fino alla fine.
Ho poi spiegato al giornalista del quotidiano La Notizia che il Tav è un’opera inutile ed è un banchetto regalato a società e banche francesi. Se andiamo infatti a guardare chi ha lavorato e sta lavorando agli appalti per i tunnel esplorativi, scopriamo società come Spie Batignolles ed Eiffage, nel cui azionariato ci sono fondi di investimento di Bnp Paribas, Sociétè Generale, Credit Agricole e BlackRock. C’è poi la società austriaca Strabag dietro la quale ci sono gruppi finanziari come Uniqa, Raiffeisen e una finanziaria cipriota di Oleg Deripaska, tra i più importanti oligarchi russi. Ma questo nessuno lo dice, chissà perché.
Rispetto alla questione dell’analisi costi-benefici ho dichiarato che il ministro Danilo Toninelli ha fatto le cose con serietà: ha dato mandato a un gruppo di lavoro di fare un’analisi rigorosa. La quale, lo dico da torinese che ha seguito il dossier da tempo, ha rappresentato l’unico bagno di realtà dopo anni di stime e previsioni approssimative e gonfiate e ci ha detto che i costi superavano i benefici di oltre quattro miliardi di euro.

Poi è arrivato l’impegno da parte dell’Ue ad aumentare il finanziamento all’opera fino al 55%. Questo annuncio, per ora rimasto tale ha portato il presidente Conte a certe valutazioni. Per il M5S però questa ferrovia resta uno sperpero abnorme perché antidiluviana e insostenibile dal punto di vista ambientale. E soprattutto perché ubicata in un tratto dove il flusso di merci e di passeggeri è in diminuzione da anni.

Presentiamo quindi la mozione perché restiamo convinti che questo errore macroscopico si possa ancora evitare. Se nell’emiciclo parlamentare c’è chi vuole dare il suo ok a un’infrastruttura che è già obsoleta oggi, questi signori devono prendersene la responsabilità. Saranno le future generazioni a giudicare chi aveva ragione e chi no.


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