Intervento sul Def 2019

Il mio intervento in Senato sul Def, il Documento di economia e finanza 2019 nel corso della seduta del 18 aprile 2019

Grazie Presidente,
Colleghe e colleghi, il Governo ci sottopone un Documento di economia e finanza per il 2019 prudenziale, visto il momento congiunturale di rallentamento economico a livello globale e il minore dinamismo del commercio internazionale.
La crescita è stata rivista al ribasso dalle principali economie mondiali e, per fare un esempio, la Germania sta passando da una previsione di crescita dell’1,9% a una dello 0,5%. Una riduzione nettamente superiore alla nostra.
Questo Def prevede una crescita dello 0,2% per il 2019, frutto anche di un aumento della spesa per investimenti e dell’effetto del reddito di cittadinanza. Per l’anno successivo si prevede un incremento del Pil dello 0,8%. Troppo poco? Potremmo anche dare una risposta affermativa, ma dovremmo farlo, come detto, con l’obbligo di tenere in considerazione un contesto di difficoltà generale.
Piuttosto ci sono alcuni elementi che ci inducono a ben sperare. Il potere d’acquisto delle famiglie aumenta dello 0,9% rispetto al 2018, aumenta finalmente dopo 4 anni di calo la propensione al risparmio. Riprendono ad aumentare i consumi dopo una sostanziale stagnazione negli ultimi due trimestri del 2018, aumentano anche la produzione industriale nel primo bimestre dell’anno, come certificato da Istat e Bankitalia, e la fiducia delle imprese.
Di tutti questi dati macroeconomici hanno già parlato diffusamente le colleghe e i colleghi che mi hanno preceduta, quello su cui vorrei soffermarmi, invece, è l’impatto sulla vita reale di tutti questi numeri. Ebbene, allegati al Def ci sono gli Indicatori di benessere equo e sostenibile, una serie di indicatori che ci dicono se e come migliora la vita dei cittadini italiani in base alle politiche messe in atto dal Governo. In pratica il riferimento è a cosa toccheranno effettivamente con mano gli Italiani, aspetto che dovrebbe costituire il primo pensiero della classe politica e che di sicuro è il nostro.
La prima cosa che influenza positivamente gli indicatori di Bes è la forte concentrazione di risorse finanziarie sui numerosi aspetti che attengono all’inclusione sociale. È stata infatti finalmente prevista l’adozione di misure volte a contrastare la povertà, incrementare il reddito disponibile delle famiglie, favorire la partecipazione al mercato del lavoro, la formazione e il ricambio generazionale, stimolare gli investimenti (anche per l’efficienza energetica), fornire agevolazioni fiscali al tessuto produttivo ed in particolare a professionisti e piccole imprese, sostenere la ricerca e rafforzare la sicurezza dei cittadini. E infatti aumenta il reddito medio disponibile e si riducono l’indice di disuguaglianza e quello di povertà assoluta. Tutto sostanzialmente grazie all’introduzione del Reddito di Cittadinanza.
Per questo trovo inconcepibili i continui e ripetuti attacchi rivolti a questa misura. Addirittura definita da una sigla sindacale durante le audizioni una ricetta sbagliata che va cambiata.
Ma come si fa a parlare di misura sbagliata se è appena entrata in vigore e le prime risposte stanno arrivando in questi giorni? A mio avviso è solo pregiudizio e opposizione senza motivo, se non quello della perdita di controllo che si vorrebbe continuare ad avere sulle fasce deboli della popolazione che invece in questo modo possono affrancarsi e risollevarsi.
È evidente come il Governo sia al lavoro per migliorare l’inclusione sociale, contrastare il precariato e incentivare il lavoro giovanile e femminile grazie alle misure in materia pensionistica e al Reddito di Cittadinanza, interventi che verranno completati dall’introduzione del salario minimo orario.
Un collega che mi ha preceduta ha detto che presto gli italiani si accorgeranno dell’errore fatto nel votarci, gli rispondo che per adesso circa 500.000 famiglie si stanno accorgendo che il reddito di cittadinanza è realtà, perché stanno già arrivando a casa le card con gli importi spettanti caricati e che potranno quindi immediatamente essere spesi.
Dunque dicevo che, grazie alle politiche del nostro governo, migliora il rapporto tra tasso di occupazione delle donne tra 25 e 49 anni con figli in età prescolare e delle donne di pari età senza figli. Migliora poi l’efficienza della giustizia civile; si riducono, invece, la criminalità predatoria e l’abusivismo edilizio. Anche in campo ambientale stanno per essere varate norme importanti che porteranno ad una riduzione delle emissioni di CO2: misure per incentivare la produzione energetica da fonti rinnovabili (i decreti ministeriali Fer1 e Fer2); l’attuazione del Piano strategico della mobilità sostenibile, che prevede il rinnovo del parco-bus, il rafforzamento del trasporto pubblico, l’incentivazione della riconversione del parco auto private con mezzi a basso impatto emissivo.
Certamente ci sono campi dove dobbiamo fare ancora di più, come l’ambito sanitario e l’istruzione, ma il PNR identifica le principali misure da intraprendere in aggiunta a quelle già previste nella legge di bilancio 2019.
In conclusione ritengo positivo il quadro delineato dal Governo in questo documento di economia e finanza, penso che il clima di fiducia che già si inizia a respirare non potrà che migliorare man mano che si inizieranno a vedere gli effetti delle misure varate e saranno approvati gli altri provvedimenti previsti.
Ed aggiungo che è un dato che dimostra la maggiore fiducia anche l’aumento della disoccupazione, perché aumenta per il passaggio degli inattivi a disoccupati, ossia in cerca di occupazione. Persone che dallo scoramento totale tornano ad avere una speranza e a cercare lavoro. Persone che si alzano dal divano!
E’ giunto quindi il momento di smettere di guardare a un passato costellato di errori e rivolgere lo sguardo al futuro che finalmente appare più roseo a milioni di italiani grazie alla presenza del Movimento 5 Stelle alla guida del Paese.


Lascia un commento

Your email address will not be published.Required fields are marked *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.