La senatrice Elisa Pirro interroga il Governo su occupazione e futuro industriale
Aosta, 31 luglio 2026 – La senatrice Elisa Pirro, coordinatrice del Movimento 5 Stelle della Valle d’Aosta, ha depositato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al ministro delle Imprese e del Made in Italy per fare luce sulla grave crisi strategica e occupazionale che sta colpendo la Cogne acciai speciali (Cas) di Aosta.
Nell’interrogazione la senatrice Elisa Pirro chiede al Ministro azioni urgenti per mitigare l’impatto dei costi energetici e per garantire il rispetto delle prescrizioni del Golden power in materia di occupazione e continuità produttiva. L’interrogazione pone inoltre l’attenzione sulla necessità di implementare a livello nazionale lo “Steel and metal action plan” dell’Unione europea, sfruttando misure come l’idrogeno verde e il meccanismo Cbam, Carbon border adjustment mechanism, per tutelare la competitività della siderurgia nazionale.
«La Cogne acciai speciali è un presidio industriale strategico – spiega Elisa Pirro, senatrice del Movimento 5 Stelle – non solo per la Valle d’Aosta, ma per l’intera sovranità industriale italiana. In vista del prossimo tavolo di confronto previsto per settembre ho sollecitato trasparenza sulle prospettive industriali».
Le ricadute sui lavoratori sono pesanti: è stata richiesta l’attivazione dei contratti di solidarietà per 101 lavoratori e per il terzo anno consecutivo è stato negato il premio di risultato. Le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm denunciano un clima aziendale deteriorato, culminato nello sciopero dell’8 luglio scorso a seguito della disdetta unilaterale del contratto integrativo.
L’azienda, che vanta oltre un secolo di storia ed è considerata un’eccellenza europea nella produzione di acciai inossidabili lunghi e leghe di nichel, rappresenta il cuore industriale della Valle d’Aosta, con oltre 1100 dipendenti diretti e un indotto di circa 1500 persone. Tuttavia, nonostante il passaggio della maggioranza (70%) al gruppo taiwanese Walsin Lihwa corporation nel 2022 e una successiva politica di espansione globale, lo stabilimento di Aosta versa oggi in condizioni critiche.
Nel 2025, la Cas ha registrato una perdita di 60,9 milioni di euro, un drastico calo rispetto all’utile di 8 milioni dell’anno precedente. Questa situazione è stata alimentata dall’aumento dei costi energetici, dai dazi internazionali e da un calo della domanda nei settori di riferimento (automotive, aerospazio, energia).